Mutuo per la casa: meglio il tasso fisso o variabile?

Una volta individuata la casa dei propri sogni, la domanda delle domande è relativa al prestito che si andrà a chiedere in banca: meglio un mutuo a tasso fisso o uno a tasso variabile? Da questa scelta dipenderà il futuro del bilancio familiare, almeno per i circa 250mila italiani che ogni anno accendono un mutuo destinato all’acquisto di un immobile (secondo il dato citato dal Sole 24 Ore). Se la domanda è gravida di conseguenze, la risposta non può essere semplice e immediata. In quanto impresa di costruzioni a Pisa, i nostri tecnici sono a disposizione per una consulenza finanziaria con l’obiettivo di offrire una visione il più possibile ampia sull’argomento.

COSA È IL TASSO FISSO?

Il mutuo a tasso fisso è un prestito agganciato direttamente al tasso di riferimento EURIRS. Questo – il cui nome deriva dall’acronimo di Euro Interest Rate Swap, cioè tasso per gli swap su interessi – è il tasso di riferimento, calcolato giornalmente dalla European Banking Federation, che indica il tasso di interesse medio al quale i principali istituti di credito europei stipulano swap a copertura del rischio di interesse. Nel linguaggio economico, per swap si indica un’operazione finanziaria in cui due controparti si scambiano flussi monetari in entrata o in uscita, con l’impegno di compiere l’operazione inversa a una data futura predeterminata.

Essendo direttamente legato all’EURIRS, quindi al tasso medio swap registrato nell’Eurozona per una data scadenza, il tasso di interesse da corrispondere alla banca che eroga il credito sarà stipulato inizialmente e resterà immutato per il periodo sul quale si intende “spalmare” il finanziamento.

In questo periodo l’EURIRS si attesta tra l’1 e l’1,5%, nel 2015 era all’1,34% e nel 2008, prima dell’inizio della crisi economica, toccava i 4,70%. Guardando solo a questi numeri sembrerebbe banale affermare che il tasso variabile sia più conveniente in questo periodo, ma la vicenda non è così semplice.

COSA È IL TASSO VARIABILE?

Il mutuo a tasso variabile è un prestito agganciato direttamente al tasso di riferimento EURIBOR. Con questo acronimo – sinonimo di Euro Inter Bank Offered Rate – si indica il tasso di riferimento, calcolato giornalmente, che indica il tasso di interesse medio delle transazioni finanziarie in Euro tra le principali banche europee. Ciò significa che stipulando un prestito di questo tipo l’interesse da corrispondere alla banca cambierà in base al variare dell’EURIBOR.

Dando un’occhiata ai valori dell’EURIBOR è possibile accorgersi che in questo momento è negativo. Un altro parametro che può dare la misura dell’andamento del tasso è la media sulla quale si aggirava nel 2015 (-o,07%) e quella dell’epoca pre-crisi economica (circa 4%).

Il mutuo a tasso variabile, è un finanziamento agganciato all’EURIBOR, con scadenza generalmente che oscilla tra 1 e 3 mesi. L’Euribor al momento, ha un valore addirittura negativo, -0,28% ed ha fatto registrare un calo di 105 bp dall’inizio dell’anno fino ad oggi, nel 2015 la media si è attestata al -0,07% mentre prima della crisi economica, era al 4%.

DUE FATTORI DA VALUTARE PRIMA DI SCEGLIERE

Prima di porsi la domanda delle domande (tasso fisso o variabile?) è bene prendere in considerazione altri due fattori di grande importanza. La prima è relativa al cosiddetto loan to value, ovvero al valore del mutuo rispetto a quello dell’immobile. Un esempio: se la casa vale 300mila euro e ne chiediamo in prestito 150mila, il loan to value è del 50%; se invece ne chiediamo 200mila sale all’incirca al 66%. Si tratta di un parametro che negli ultimi anni sta diventando decisivo, visto che le banche applicano condizioni diverse in funzione del suo valore. Questa politica di condizioni differenziate fa sì che gli istituti di credito possano offrire tassi diversi in funzione del loan to value, quindi non dovrà stupirvi trovare tassi differenti anche a parità di banca.

Un secondo elemento non trascurabile è la durata del prestito. Nel momento attuale, la differenza tra gli indici EURIRS a 5 anni ed a 30 anni è sensibilmente alta. Questo significa che chiedere un mutuo a tasso fisso a 10 anni sarà meno costoso rispetto ad un mutuo a 30 anni. Considerato però che più lunga è la durata e minore è l’importo della rata, il consiglio è quello di effettuare diverse simulazioni prima di prendere una decisione. In ogni caso, prima di farlo è bene rivolgersi a più istituti: quella di andare a colpo sicuro dalla propria banca, contando su un rapporto di conoscenza di lunga durata, non è garanzia di poter contare sulla migliore offerta.

La nostra impresa di costruzioni a Pisa collabora con specialisti attivi in vari settori, tra questi c’è naturalmente quello finanziario. È possibile richiedere una consulenza specifica scrivendo a info@igcferrantesrl.it oppure telefonando allo 050700765.

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